CARTA DA PARATI


A me piace principalmente l’arredamento essenziale, pochi mobili e linee semplici. Funziona, ma a volte lascia pareti vuote e io non amo le pareti vuote e neppure quelle bianche. Se poi sono vuote e bianche le detesto proprio. Posso accettarle solo appena dopo il trasloco, dopo di che bisogna liberare dagli scatoloni quadri, quadretti, foto, poster, ritagli di giornali, immagini di vecchi calendari, cartoline, broschure, depliant…tutto ciò che si potrebbe appendere. E poi attaccare con chiodi e martello, con logica e ordine o a casaccio, come viene viene. Vedrete che bello vedere le pareti che prendono vita sotto le vostre mani ed è ancora più bello vedere gli ospiti che in casa tua le osservano a bocca aperta come se fossero i muri di un museo, non è detto che gradiscano, ma di sicuro si guarderanno in giro affascinati. Chiaramente è un’operazione da ragionare, servono criteri di selezione e senso di equilibrio per saper distinguere gli ambienti dove riempire da cima a fondo le pareti e quelli dove basta arricchirne minime porzioni.

É un periodo, però, in cui sto rivalutando la carta da parati. Riesce a dare effetti veramente entusiasmanti, valorizza l’arredamento, caratterizza l’ambiente, dona ritmo scandendo il muro con forme e colori. Questo vuol dire, ad esempio, che basterebbe una bella carta da parati colorata, un paio di sedie, un tavolino e poco altro per arredare con originalità e completezza un ingresso. Ma la cosa più bella è che si potrebbe applicare ovunque, in ogni ambiente della casa, chiaramente alternando fantasie semplici e sobrie ad altre molto decise e dal forte impatto.

Poi è chiaro, dipende dalla casa e dalla personalità di chi vi abita…

Esagerata ed esageratamente bella!

Verticalmente colorata

Sobria e raffinata

Si adatta...

Piena di fascino